sabato 9 giugno 2012

Lantern


[…]

I am too pure for you or anyone.
Your body
Hurts me as the world hurts God. I am a lantern –

My head a moon
Of Japanese paper, my golden beaten skin
Infinitely delicate and infinitely expensive.

Does not my heat astound you. And my light.
All by myself I am a huge camellia
Glowing and coming and going, flush on flush.

I think I am going up,
I think I may rise –
[…]

(Fever 103°, Sylvia Plath, Ariel)


Per te o chiunque sono troppo pura.
il tuo corpo 

mi offende come il mondo offende Dio. Io Sono lanterna -

la mia testa una luna
di carta giapponese, la mia pelle oro foglia
E’ carissima, molto delicata.
 

Non ti sbalordisce il mio calore?E la mia luce?
Sono un’immensa camelia 

che s’infuoca e va e viene,vampa a vampa. 

Penso che sto sollevandomi,
Forse mi alzerò-
(...)

venerdì 8 giugno 2012

Concedersi la felicità


"forse a perdonarci e a concederci l'umanità di cui siamo fatte..."

ci metterò tutto il tempo del mondo, forse tutto quello a mia disposizione, e durante questo tempo cambierò pelle mille volte e mille pelli accarezzerò fino a trovare pace. Qui ed ora.

giovedì 7 giugno 2012

Sirsasana

Stasera ho fatto il mio primo headstand (e non so come tradurlo in italiano, in partica ero sulla testa!!).
E mi sono sentita volare.

Ho avuto bisogno di letteralmente mettermi a testa in giù per svuotarmi da tutti i pensieri che si erano affollati come nuvole a rendermi il cuore pesante.
Sono tornata a terra col sorriso e l'incredulità di avercela fatta.

Sempre di più trovo lo yoga una metafora per la vita.


Amen Omen


Parting word you never say
I put your world
Into my veins
Now a voiceless sympathy
Is all that remains

mercoledì 6 giugno 2012

Bulimia di parole e di silenzi.

domenica 3 giugno 2012

Le parole mettono radici

"Take nothing but photos, leave nothing but foot prints"


Da oggi il mio blog è ad impatto zero. E' nato un albero dalle mie parole.




 Doveconviene.it


venerdì 1 giugno 2012

Ritornare andando

Io non lo so spiegare, ma ci sono cose che mi riportano ad un'idea di me che è come se mi appartenesse senza che io lo sapessi, un'idea ancestrale, ma più che un'idea è un'identità che quasi mi trascende incarnandomi e mi accorgo di come io la sentissi forte quando ancora non avevo orecchie per ascoltarla e occhi per guardarla, poi me ne sono allontanata e ora, pezzo dopo pezzo, torno a quell'origine di me che forse oserei chiamare casa. E' come se vedessi davanti a me una strada, ma non è un movimento di sola andata, è anche di ritorno. 


Chissà...forse ho fatto solo troppo yoga questa settimana! :)