lunedì 1 ottobre 2012

It's already here

Quando la gente comincia a meditare o lavorare con qualche tipo di disciplina spirituale, spesso pensa che in qualche modo migliorerà,la qual cosa è una sorta di aggressione sottile contro ciò che realmente è. È un po' come dire: «Se facessi un po' di moto, sarei una persona migliore»; «Se solo potessi avere una casa più bella, sarei una persona migliore»; «Se meditassi e mi dessi una calmata, sarei una persona migliore»...
Ma la benevolenza - maitri - verso noi stessi non significa eliminare qualcosa. Maitri significa che possiamo ancora essere fuori di testa dopo tutti questi anni; che possiamo ancora essere arrabbiati dopo tutti questi anni; che possiamo ancora essere timidi, o gelosi o privi di sentimenti di autostima. Il punto non è cercare di buttarsi via e trasformarsi in qualcosa di meglio. È farsi amici di ciò che siamo. Il terreno della pratica siete voi o io o chiunque sia, adesso, così come siamo. Questo è il campo, questo è ciò che studiamo, questo è ciò che veniamo a conoscere, con un interesse e una curiosità formidabili.
(Pema Chödron - Se il mondo ti crolla addosso)

3 commenti:

  1. si migliora quando si accettano quelle parti di noi che molti tendono a reprimere perché non le sentono loro, perché se ne vergognano ecc... da qui il malessere di tanti.
    mentre con l'accettazione, miglioriamo nel senso che ci riapproppriamo di noi stessi per quello che siamo.
    quindi condivido il pensiero.

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